“Non si guarisce dalla condizione di appartenenza al mondo. Ma, a forza di cure, si può guarire dalla convinzione che noi non gli apparteniamo, che quel che accade al mondo non ci riguardi. Invece di parlare di speranza, bisognerebbe esplorare un modo sufficientemente sottile di disperare; il che non significa ‘disperarsi’, ma piuttosto non confidare nella sola speranza come modo di interagire col tempo che passa.”
Gaia non è il Globo, né la Madre Terra; non è una dea pagana e neppure la Natura così come l’abbiamo immaginata finora. Eppure, a causa degli effetti imprevisti della storia umana, quel che chiamavamo Natura abbandona ora le quinte e sale sulla scena.
L’aria, gli oceani, i ghiacciai, il clima, il suolo: tutto quel che abbiamo reso instabile interagisce con noi. La vecchia Natura scompare e lascia il posto a un essere di cui è difficile prevedere le manifestazioni: Gaia.
In questo libro sconvolgente come una profezia, Bruno Latour, fra i massimi antropologi contemporanei, esamina le innumerevoli e ambigue figure di Gaia per districare gli aspetti etici, politici, teologici e scientifici che la nozione ormai obsoleta di Natura aveva confuso, alla ricerca di una rinnovata solidarietà universale.
| Marca | Meltemi |
| Data pubblicazione | Giugno 2020 |
| Formato | Libro – Pag 419 – 14×21 cm |
| ISBN | 8855191810 |
| EAN | 9788855191814 |
| Lo trovi in | Libreria:#Cambiamento climatico#Cambiamento climatico e catastrofi naturali |
| MCR-NR | 185316 |















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