Un sentiero per ricondurci alla propria natura, non più come spettatori, ma come partecipanti a pieno titolo!
Viviamo nell’attesa che la nostra giornata di lavoro finisca, nell’attesa delle vacanze e della pensione.
Non lavoriamo perché amiamo il nostro lavoro, perché ci è necessario esistenzialmente, oltre che economicamente, ma per poterlo finalmente lasciare.
Questo pensiero, ormai largamente diffuso in tutte le classi sociali, è frutto dell’economia industriale, che ci ha fatto smarrire il valore umano di ciò che facciamo e ci ha reso estraneo ciò che produciamo.
La meccanizzazione del lavoro ci ha poi portato a pensare alla terra come a una macchina, e non come a una creatura vivente, la cui salute dipende dal buon funzionamento di tutti i suoi organi.
L’effetto sull’agricoltura di questo approccio, indifferente ai principi fondamentali della vita, è stato ed è devastante, anche perché essa abbraccia tutto ciò che riguarda la sopravvivenza e il benessere dell’uomo: il suolo, l’aria, l’acqua, le piante, gli animali, la produzione di cibo, quindi di energia.
In questa raccolta di saggi, da uomo e da contadino, Wendelly Berry riflette sui problemi dell’agricoltura contemporaneae ci indica un cammino non solo auspicabile ma già perseguito da molti, in cui ritorna centrale la gestione responsabile e amorevole della terra e delle creature che su di essa vivono, in cui il coltivare si fonda su principi sostenibili, ecologici e biologici, piuttosto che su principi meccanicisti orientati a ottenere proventi tanto rapidi quanto dannosi.
Un cammino in cui nessuno può più permettersi di ignorare i processi di produzione che portano sulle nostre tavole ciò di cui ci nutriamo.
Se torneremo a essere consapevoli che «mangiare è un atto agricolo», inevitabilmente lo saremo anche di tutto quanto vi è connesso e ci preoccuperemo del benessere delle generazioni presenti e future e dunque della natura, di quel luogo che ci ospita e in cui cresce ciò che ci permette di esistere.
Gli agricoltori lavorano per amore del proprio lavoro.
Amano coltivare e vedere crescere le piante. Amano vivere a contatto con gli animali. Amano lavorare all’aria aperta.
Amano le stagioni, anche quando sono perseguitati dal maltempo. Amano vivere dove lavorano e lavorare dove vivono.
Se la loro attività è abbastanza piccola, amano lavorare in compagnia e con l’aiuto dei figli.
Amano l’indipendenza legata a questo genere di vita.
Molti agricoltori si sono presi un mucchio di fastidi soltanto per poter essere indipendenti, per poter passare almeno parte della propria esistenza senza lavorare sotto padrone.
– Wendell Berry – Conservazionista e agricoltore
| Marca | Lindau |
| Data pubblicazione | Marzo 2015 |
| Formato | Libro – Pag 250 – 13×20 cm |
| Nuova Ristampa | Maggio 2024 |
| Note |
Traduzione di Vincenzo Perna; introduzione di Michael Pollan. |
| EAN | 9791255841760 |
| Lo trovi in | Libreria:#Eventi da non dimenticare#Natura e ambiente#Narrativa italiana#Economia green |
| MCR-NR | 616215 |














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