La conclusione delle riflessioni di Richard Sennett, che durano ormai da oltre 50 anni.
Fin dall’antichità esiste una tensione tra il modo in cui le città sono costruite e quello in cui le persone le abitano. E oggi la maggior parte della popolazione mondiale abita in città.
In uno studio urbanistico che chiude la trilogia dell’Homo faber nella società, dopo “L’uomo artigiano” e “Insieme“, Richard Sennett mostra come Parigi, Barcellona e New York hanno assunto la loro forma moderna e ci guida nei luoghi che sono l’emblema della contemporaneità, dalle periferie di Medellín in Colombia al quartier generale di Google a Manhattan.
E denuncia la diffusione globale della “città chiusa” – segregata, irreggimentata e sottoposta a un controllo antidemocratico -, che dal Nord del mondo ha conquistato il Sud del mondo e i suoi agglomerati urbani in mostruosa espansione.
Secondo Sennett, esiste un altro modo di costruire e abitare le città. Nella “città aperta” i cittadini mettono in gioco attivamente le proprie differenze e creano un’interazione virtuosa con le forme urbane. Per costruire e abitare questa città, occorre “praticare un certo tipo di modestia: vivere uno tra molti, coinvolto in un mondo che non rispecchia soltanto se stesso. Questa è l’etica della città aperta“.
| Marca | Feltrinelli |
| Collana | Universale Economica |
| Data pubblicazione | Giugno 2020 |
| Formato | Libro – Pag 364 – 13×20 cm |
| Illustrazioni | inserto con 59 fotografie a colori |
| ISBN | 8807893150 |
| EAN | 9788807893155 |
| Lo trovi in | Libreria:#Bioarchitettura |
| MCR-NR | 184219 |















Reviews
There are no reviews yet.